Gotor: riflessioni sull’esito delle primarie

Riportiamo una intervista di Gotor a “lettera43”.

Questo è il link all’articolo originale

 

La vittoria di Renzi allontana il Mdp dai dem

«Oggi si sono celebrate le ‘renziarie’ e dal partito della Nazione si è passati al partito della fazione». La battuta al veleno di Miguel Gotor, bersaniano di stretta osservanza, sintetizza il pensiero di quanti hanno lasciato il Pd dando vita a Articolo Uno-Mdp. Insomma nessun rimpianto per la scelta, ma la consapevolezza che diventa difficile una futura coalizione comune, cosa che richiede un’altra prospettiva, magari insieme con Giuliano Pisapia. Quasi tutti i big di Mdp hanno evitato di commentare i risultati delle primarie, un po’ per rispetto verso gli elettori del Pd, un po’ per attendere dati definitivi e più significativi. Però il refrain ripetuto è un «avevamo ragione».

«IL PD? ORMAI È IL PDR». Il 70% e più ottenuto da Renzi, che fa il bis con un risultto analogo ottenuto nella fase congressuale tra i soli iscritti (67%), conferma la tesi di fondo per cui è nato Mdp, vale a dire che il «il Pd ormai è diventato il PdR» il Partito di Renzi, e che la leadership non è più realmente contendibile come era il Pd. Di qui il neologismo di Gotor: «le renziarie». Un concetto che ribadisce anche Arturo Scotto parlando di distanze sempre più larghe con i dem. Peraltro il milione di votanti in meno a queste primarie rispetto a quelle del 2013, rimarcato da Federico Fornaro, conferma anch’esso che un pezzo del Popolo Dem ha seguito i Bersani, i D’Alema, i Rossi nella scissione. La sconfitta di Andrea Orlando, con la sua insistenza nel dar vita a una coalizione ampia di centrosinistra, rende più lontana la prospettiva di una alleanza larga, perorata anche da Giuliano Pisapia. E d’altra parte, appena pochi giorni fa Renzi aveva tuonato: «Mai con D’Alema».

«RENZI HA NEGATO LA PLURALITÀ». «La principale responsabilità di Renzi», ragiona Gotor, «è di aver disarticolato il centrosinistra. Ha negato la pluralità che è la via per vincere. Ritiene che tutto il centrosinistra sia lui, Martina e Orfini, una prospettiva miope». Insomma difficile pensare che il nuovo Pd sia diverso dal precedente, o che si arrivi a una legge elettorale con le coalizioni. Per Mdp la prospettiva deve essere allora un’altra: «Il risultato delle primarie», osserva Gotor, «deve imporre a chi è fuori dal Pd uno sforzo di unità e discontinuità rispetto alle politiche di Renzi. Il risultato stimola e impone questo processo». Insomma avanti con Pisapia e anche con Si per una Lista a sinistra del Pd.

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