Mortara Bene Comune: “La vera sinistra (e centrosinistra) a Mortara siamo solo noi”

Da “L’Informatore Lomellino” di mercoledì 24 maggio 2017

Il centrosinistra a Mortara ha un solo nome: “Mortara bene comune”, la lista fondata dai militanti del movimento Articolo1. Mercoledì scorso la lista “Mortara bene comune”, che appoggia la candidatura a sindaco di Giuseppe Abbà, si è presentata nella splendida cornice di Palazzo Cambieri. Ed è stato chiarito che si sente di centrosinistra non può che votare per la lista del “bene comune”, unica alternativa tra le altre otto liste riconducibili ad una ispirazione di centrodestra. Invece Mortara bene comune, espressione del comitato locale di Articolo 1 – Mdp, appoggia il candidato sindaco Giuseppe Abbà di Rifondazione Comunista e ha ricevuto la collaborazione del comitato di Sinistra Italiana. “In una città in cui si cerca più la corsa al candidato che al consenso popolare, Mortara bene comune vuole essere una scatola piena d’idee da riempire con dei contenuti – ha affermato Riccardo Carena, uno dei padri fondatori della lista -. Siamo stati fra i primi in Italia ad aderire ad Articolo 1 perché vogliamo rappresentare quella sinistra progressista che non c’era e non c’è da nessuna parte”.

Una squadra che al suo interno accoglie molti delusi dalla sezione mortarese del Partito democratico, da cui hanno preso le distanze a seguito di scelte non condivise. “Vogliamo essere il giusto ago della bilancia, progressisti ma senza eccessi, – ha aggiunto la capolista Mariarosa Minchiotti – tutti hanno fatto una scelta ben ponderata, con la volontà di partecipare per risollevare una città triste e disarmante. È sotto gli occhi di tutti, Mortara è indecorosa. Al di là dei buchi, i marciapiedi fatiscenti e l’illuminazione mancante, bisogna fare di più. Ci sono troppi edifici in città che sono lasciati andare. Le proprietà devono almeno tenere pulito, se non possono permettersi una ristrutturazione, e il sindaco ha il potere di obbligarli per mantenere la città in buono stato”. Ma nel decoro ci finisce anche piazza del teatro, ormai tristemente conosciuta in ben altro modo per via dell’arredo urbano. “Non ne possiamo più di quelle palle! Sono pericolose e costate un patrimonio. Sarebbe bello trovare per loro una soluzione alternativa e più artistica, che magari richiamerebbe in città dei curiosi – ha continuato la Minchiotti -. Così come vorremmo ristrutturare Palazzo Lateranense, accedendo a fondi europei e privati, dando spazio al verde e a una soluzione bucolica per i matrimoni civili”. Temi che si collegano alla viabilità e territorio agricolo. “Dobbiamo evitare lo sgretolamento delle aree circostanti – ha spiegato il candidato Alberto Pizzini -. Piantumare rive e strade, arricchendo la qualità di vita e favorendo anche piste ciclopedonali. Così come coprire i costi delle strade bucate attraverso gli introiti delle multe, anche per migliorare l’immagine dei vigili urbani e farli tornare figure positive com’erano un tempo anziché solo vessatorie”. Ambiente vuol dire anche fanghi. “Intendiamo abbassare l’Imu agricola a chi non gli utilizzerà – ha evidenziato -. Insieme alle misure previste nel programma di Rifondazione che appoggiamo”. Sembravano decisamente motivati i candidati di Articolo 1, ognuno con un proprio argomento del cuore. “Civita di Bagnoregio è soprannominata la città che muore, io dico che Mortara è anche peggio – ha punzecchiato Giovanni Lova -. Possiamo favorire l’aggregazione e richiamare turisti grazie alla via Francigena. Sul sito ufficiale si parla solo di ristoro ma non è menzionato né il salame né il Duomo. Non viene nemmeno intravisto dai pellegrini perché gli viene consigliato di fare un tragitto differente così, mentre al ritorno pubblicano foto davanti ai monumenti di Robbio e limitrofi, della nostra città non ricordano niente”. Partire dall’esistente per migliorarsi. “Sistemiamo la vecchia porzione di Sant’Albino e diamo uno spazio per turisti e camperisti, così da fargli soggiornare più tempo e godersi Mortara”. La questione sicurezza è toccata a Luigia Grassi, che intende battersi per il ripristino della biglietteria e il presidio Polfer permanente. Così come Aldo Burresi, ex sindacalista, che intende fare da ponte per favorire il dialogo con aziende innovative. “Potremmo riconvertirci e diventare incubatori di start-up anziché riempirci di supermercati e Ikea che non portano lavoro – ha detto -. Inoltre, non vogliamo dimenticare gli over 50 che l’hanno perso il lavoro e potrebbero essere salvati dal Comune in piccoli impieghi di manutenzione”. Soprattutto si è parlato di una gestione differente dell’immigrazione, visto che secondo Mortara bene comune i metodi tentati finora non hanno funzionato. “Dobbiamo declinare il concetto in modo diverso. Immigrazione e sicurezza sono cose separate, se ben governata la prima cancella il problema dell’altra – hanno spiegato Veronica Trevisan e il professore di origini camerunensi Hervé Amougou -. Ogni giorno siamo a contatto con il diverso, in termini di sessualità o religione ad esempio, quel che manca oggi è un’accoglienza differente, creare un dialogo con l’altro. Ricordiamoci che l’immigrato non si può cancellare, come propongono molti partiti, ma governare. Il mancato ascolto divide la gente, insegna la Torre di Babele, mentre l’altro è sempre portatore di qualcosa che non ci appartiene ma arricchisce”. Le ultime battute sono state affidate a Elia Garbelli, il “fantasista” della squadra. “C’è una poesia senegalese che dice “dove senti cantare fermati, gli uomini malvagi non hanno canzoni” e io, qui dentro, stasera, ho sentito l’armata rossa, l’ebraica, i toni spagnoli. Questo mi riporta ad altri versi di Richard Rive, scrittore che sosteneva la lotta contro l’apartheid, “là dove termina l’arcobaleno. Canteremo” – sembrava vagheggiare inizialmente senza senso -. Noi appoggiamo il programma di una vecchia volpe, Giuseppe Abbà – arrivando così con illuminante lucidità al dunque – non solo per amministrare ma per andare verso la città”. Parole subito raccolte dal candidato sindaco che le utilizza per rilanciare il concetto.

“Questa lista ha un bel nome perché significa che Mortara non è solo di pochi speculatori. Come altre realtà, soffriamo i problemi dei lavoratori e delle masse popolari su cui le destre hanno soffiato, strumentalizzando, anziché contrastare l’andazzo – ha dichiarato -. Pensiamo solo agli immigrati, noi stiamo proponendo la scelta più difficile da accettare. Quella di partire dall’accoglienza per cambiare le cose, anziché dividerci e vedere solo di cattivo occhio lo straniero. Gli altri fanno solo lotte di fazione e non per motivi nobili”.

 

 

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