A proposito dell’inceneritore di Corteolona

E così il raddoppio dell’inceneritore di A2A a Corteolona si farà.

A2A ha accettato tutte le condizioni restrittive richieste dalla Provincia (tanto, come ha già evidenziato qualcuno, chi controllerà che vengano rispettate?) che alla fine, per non esporsi ad un’azione di responsabilità con conseguente richiesta di danni milionaria, ha preferito autorizzare l’ampliamento dell’impianto.

Da fonti ufficiali sappiamo che questo territorio presenta una situazione ambientale compromessa e una elevata mortalità causata da alcuni tipi di tumori, ma ovviamente non si può (o non si vuole) stabilire una diretta correlazione con l’inceneritore esistente, i fattori possono essere molteplici, quindi non si può dire con certezza che la causa sia l’inceneritore e che aumentare da 40mila tonnellate a 230mila i rifiuti “lavorati” possa incidere negativamente sulla situazione ambientale già compromessa di questo territorio.

L’unica certezza è che A2A con un investimento di 160mil di euro aumenterà il proprio fatturato dagli attuali 2mil a 10mil all’anno.

Non è certo mia intenzione demonizzare un azienda che cerca di fare profitto ma quando questo profitto viene realizzato sulla salute delle persone sfruttando e consumando un territorio prettamente agricolo, mi chiedo dove inizia e dove finisce la responsabilità della politica, di coloro che hanno governato questa Regione negli ultimi 20 anni e che ora tentano di riversare la responsabilità della decisione sui funzionari e sui tecnici.

Nel migliore dei casi certa politica è stata assente e nel peggiore è stata connivente perchè ha rinunciato, consapevolmente, ad una programmazione seria del territorio lasciando spazio a speculatori e speculazioni per poi poter dire che non ci sono gli strumenti per fermare gli insediamenti.

Così anno dopo anno, grazie alla spregiudicatezza di Lega e Forza Italia che hanno amministrato questa Regione, ci ritroviamo in una situazione di emergenza ambientale che pagheremo per chissà quanti anni ancora direttamente con la nostra salute.

Stiamo assistendo in questi giorni alla presa di posizione di alcuni Sindaci e dei comitati contro la delibera di Regione Lombardia che porta il limite degli idrocarburi presenti nei fanghi a 10.000mg/kg (limite elevatissimo) ma su 91 Comuni interessati dagli spandimenti solo una cinquantina aderiranno al ricorso al TAR: mi piacerebbe sapere che motivazioni hanno altri 41 per non aderire al ricorso e spero che i loro cittadini gliene chiedano conto.

In questi giorni in Regione Lombardia si stanno discutendo le materie su cui chiedere al Governo una maggiore autonomia e l’ambiente è una di queste: immaginate se Regione Lombardia avesse ancora più autonomia cosa potrebbe succedere in questo territorio? La cosa sconcertante è che sono tutti d’accordo: centro dx, centro sx e Ms5, solo ART.1-MDP ha votato contro e Campo Progressista (Pisapia) si è astenuto.

Noi di Art.1-Mdp pensiamo che per salvare questo territorio, ed in generale, serva mettere l’ecologia al centro di ogni azione politica ponendosi come obbiettivo la riconversione ecologica della società, dell’economia e dei processi produttivi; serve un impegno culturale e politico capace di leggere i processi globali e le domande del nostro territorio, ma servono anche politiche figlie di una visione unitaria e un conseguente lavoro nelle Istituzioni, Istituzioni che devono prendere in mano il destino di tutti senza delegarlo al mercato.

Martina Draghi – Art.1-Mdp Pavia

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